Neurofeedback
 


Interessanti applicazioni del neurofeedback sono quelle per l'ictus, il trauma cranico e, in generale, la riabilitazione dopo una lesione della corteccia

Interessanti applicazioni del neurofeedback, ancora però in fase sperimentale, sono quelle per l'ictus, il trauma cranico e, in generale, la riabilitazione dopo una lesione della corteccia. E' stato rilevato che quando c'è una perdita di sostanza grigia (come nel caso dell'ictus, il quale produce una necrosi nella sede colpita) la zona attorno alla lesione presenta una funzionalità ridotta, che si caratterizza per abbondanza di onde elettroencefalografiche lente (delta e theta); poiché la perdita di sostanza grigia è definitiva, risulta impossibile riabilitare la sede colpita dalla lesione; sarà, invece, la zona circostante ad essa ad essere stimolata con il training di neurofeedback.

I centri che usano questa tecnica, associata ad altre terapie, riportano dei buoni risultati.

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