Il neurofeedback si è rivelato essere una tecnica molto utile per il trattamento dell'epilessia
Il neurofeedback si è rivelato essere una tecnica molto utile per il trattamento di altre patologie oltre a quella qui esposta dell' ADHD.
Il caso più interessante è quello dell'epilessia, patologia nella quale il neurofeedback viene utilizzato, poiché gli studi effettuati con gruppo di controllo ne dimostrano l'efficacia nella diminuzione delle crisi: si ha infatti una riduzione media delle crisi epilettiche (tra prima e dopo il trattamento) del 50 %.
E' emerso che i risultati dipendono considerevolmente dalla capacità del soggetto di imparare ad aumentare il ritmo sensomotorio. Questo ritmo cerebrale, presente esclusivamente sulla stria sensomotoria, è associato ad una inibizione dei movimenti (si cerca, infatti, di farlo aumentare anche nei soggetti iperattivi) e la sua evocazione inibisce il propagarsi della crisi epilettica stessa. Il successo della terapia dipende, quindi, principalmente da questa nuova abilità che il paziente dovrebbe acquisire: se impara ad aumentare il ritmo sensomotorio le crisi diminuiscono, altrimenti la terapia non ha successo.
Il neurofeedback viene utilizzato sia per trattare le epilessie resistenti ai farmaci, sia per quelle forme che rispondono solo parzialmente alla terapia farmacologica.